Perché può succedere
Due persone nate lo stesso giorno nello stesso comune, dello stesso sesso, con cognomi e nomi che producono le stesse tre consonanti (Rossi e Russo; Francesco e Franco, entrambi FNC con la regola delle quattro consonanti…) ottengono sedici caratteri identici. Non è così raro come si pensa: nei comuni grandi e con cognomi diffusi è un evento ricorrente. Il decreto del 1976 lo prevede e stabilisce come distinguere i due codici senza cambiare la struttura.
La regola di sostituzione
Il codice contiene sette cifre: le due dell'anno (posizioni 7-8), le due del giorno (10-11) e le tre del codice del luogo (13-15). In caso di omocodia l'Agenzia delle Entrate sostituisce una o più di queste cifre con una lettera, secondo una tabella fissa, partendo dalla cifra più a destra (posizione 15) e proseguendo verso sinistra. Dopo ogni sostituzione il carattere di controllo viene ricalcolato.
- Codice basenessuna sostituzione
- 1ª variantepos. 15
- 2ª variantepos. 15, 14
- 3ª variantepos. 15, 14, 13
- 4ª variantepos. 15, 14, 13, 11
- 5ª variantepos. 15, 14, 13, 11, 10
- 6ª variantepos. 15, 14, 13, 11, 10, 8
- 7ª variantepos. 15, 14, 13, 11, 10, 8, 7
Procedendo da destra verso sinistra le varianti sono sette (più il codice base), in pratica più che sufficienti; in teoria, sostituendo qualsiasi combinazione delle sette cifre, i codici distinti possibili sarebbero 27 = 128, ed è per questo che il decodificatore accetta anche combinazioni fuori dall'ordine progressivo, segnalandole. Le lettere usate (L, M, N, P, Q, R, S, T, U, V) sono scelte in modo da non creare ambiguità: nessuna di esse può comparire legittimamente in quelle posizioni per altri motivi.
Come si riconosce un codice omocodico
Se in una delle posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14, 15 trovi una lettera fra L e V al posto di una cifra, il codice è quasi certamente omocodico. Per decodificarlo basta riportare le lettere alle cifre con la tabella inversa (L→0, M→1 … V→9) e leggere il codice risultante come un codice ordinario. Il codice fiscale inverso di questo sito lo fa in automatico e indica quali posizioni erano state sostituite; il controllo formale verifica anche che il carattere di controllo sia coerente con le lettere sostituite.
Una lettera diversa (per esempio una O al posto di uno zero) non è omocodia: è un errore di trascrizione, e il controllo formale la segnala come carattere non ammesso.
Che cosa può fare un calcolatore online e che cosa no
- Può calcolare il codice ordinario dai dati anagrafici: è ciò che spetterebbe alla persona se nessun altro avesse lo stesso codice.
- Può decodificare un codice omocodico, ripristinando le cifre.
- Non può sapere se a una persona è stato attribuito il codice ordinario o una variante: solo l'Anagrafe tributaria conosce i codici già assegnati. Chi ha un codice omocodico lo trova sulla tessera sanitaria o nel certificato di attribuzione, non su un calcolatore.
Se hai un codice con lettere al posto delle cifre e un modulo online lo rifiuta come «non valido», il problema è del modulo: molti controlli automatici accettano solo cifre in quelle posizioni. In quel caso conviene esibire il certificato di attribuzione, scaricabile dai servizi dell'Agenzia delle Entrate, o usare la verifica ufficiale come prova.
