La procedura in quattro passi
- Si prendono i primi quindici caratteri e si numerano da 1 a 15.
- A ogni carattere in posizione dispari (1ª, 3ª, 5ª … 15ª) si assegna il valore della tabella delle posizioni dispari; a ogni carattere in posizione pari quello della tabella delle posizioni pari.
- Si sommano i quindici valori.
- Si divide la somma per 26 e si prende il resto: 0 corrisponde ad A, 1 a B, … 25 a Z. Quella è la lettera di controllo.
Le due tabelle sono diverse apposta: così lo scambio di due caratteri adiacenti (un errore tipico) cambia quasi sempre la somma e quindi la lettera finale. Nella tabella delle posizioni pari le cifre valgono il proprio numero e le lettere la propria posizione nell'alfabeto a partire da zero; in quella delle posizioni dispari i valori seguono un ordine apparentemente casuale, fissato dal decreto.
Esempio svolto
Primi quindici caratteri di un codice fittizio: RSSMRA80A01H501.
| Posizioni dispari | Valori | Posizioni pari | Valori |
|---|---|---|---|
1ª: R | 8 | 2ª: S | 18 |
3ª: S | 12 | 4ª: M | 12 |
5ª: R | 8 | 6ª: A | 0 |
7ª: 8 | 19 | 8ª: 0 | 0 |
9ª: A | 1 | 10ª: 0 | 0 |
11ª: 1 | 0 | 12ª: H | 7 |
13ª: 5 | 13 | 14ª: 0 | 0 |
15ª: 1 | 0 |
Somma = 98. 98 ÷ 26 = 3 con resto 20. La lettera in posizione 20 (contando A = 0) è U: il codice completo è RSSMRA80A01H501U.
Le tabelle complete
Posizioni dispari (1ª, 3ª, 5ª … 15ª) — cifre
Posizioni dispari — lettere
Posizioni pari (2ª, 4ª … 14ª) — cifre
Posizioni pari — lettere
Resto della divisione per 26 → lettera di controllo
Che cosa garantisce e che cosa no
Il controllo intercetta gli errori di un singolo carattere e la maggior parte delle trasposizioni. Non intercetta tutto: due errori possono compensarsi e dare la stessa lettera. Soprattutto, una lettera corretta non dice che il codice esista o appartenga a qualcuno: un codice inventato con cura passa il controllo. Per questo distinguiamo sempre il controllo formale dalla verifica ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.
Nei codici con omocodia la lettera di controllo va ricalcolata sui caratteri sostituiti, non su quelli originali: le lettere L–V hanno valori diversi dalle cifre che rimpiazzano, quindi l'ultima lettera cambia a ogni variante.
