Prima distinzione: luogo di nascita, non cittadinanza
Il codice fiscale registra dove una persona è nata, non la sua nazionalità. Un cittadino tedesco nato a Bolzano ha nelle posizioni 12-15 il codice di Bolzano (A952); una cittadina italiana nata a Berlino ha il codice della Germania (Z112). Se sei straniero ma nato in Italia, usa il calcolatore con il comune; se sei italiano nato all'estero, questa pagina è quella giusta.
Il codice dello Stato estero
I codici sono quelli della colonna «codice AT» della tabella degli Stati esteri pubblicata dall'ANPR (Ministero dell'Interno; fonte ISTAT e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, MAECI). Alcuni esempi:
| Stato | Codice |
|---|---|
| Albania | Z100 |
| Bangladesh | Z249 |
| Brasile | Z602 |
| Cinese, Repubblica Popolare | Z210 |
| Comore | Z310 |
| Francia | Z110 |
| Germania | Z112 |
| India | Z222 |
| Regno Unito | Z114 |
| Romania | Z129 |
| Spagna | Z131 |
| Stati Uniti d'America | Z404 |
L'elenco completo, con i territori e i nomi in inglese, è nella pagina Codici degli Stati esteri, che spiega anche il caso degli Stati che non esistono più (non presenti nella tabella corrente).
Chi attribuisce il codice fiscale a un cittadino straniero

Il codice non si «fa» da soli: lo attribuisce un ufficio pubblico, e quale ufficio dipende dal motivo per cui sei in Italia e dal tuo status. Le regole che seguono sono quelle pubblicate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dall'Agenzia delle Entrate; l'attribuzione è gratuita.
| Situazione | Chi attribuisce il codice |
|---|---|
| Cittadino non UE che entra in Italia per lavoro o ricongiungimento familiare | Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura, nell'ambito della procedura di nulla osta. |
| Cittadino non UE che chiede o rinnova un permesso di soggiorno per altri motivi | La Questura, che attribuisce il codice a chi ne è privo nell'ambito della pratica di soggiorno. |
| Cittadino UE che si stabilisce in Italia | Un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, su richiesta con il modello AA4/8, passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio e indicazione del motivo. |
| Studente straniero (soggiorno fino a 90 giorni) | Qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate; oltre 90 giorni serve il permesso di soggiorno, e il codice lo attribuisce la Questura. |
| Straniero residente all'estero | La rappresentanza diplomatico-consolare italiana del Paese di residenza, con modulo, copia di un documento d'identità e motivazione; in alternativa un delegato con procura speciale (art. 1 D.M. 281/2001) presso un ufficio dell'Agenzia in Italia. Il tesserino, in questo caso, è facoltativo e va richiesto espressamente. |
| Cittadino italiano residente all'estero (AIRE) | Il consolato, anche online tramite il portale Fast It, con download del certificato di attribuzione; il tesserino si richiede a parte. |
L'attribuzione è gratuita (così la Mini guida dell'Agenzia delle Entrate). Il codice viene comunicato con un certificato di attribuzione; in Italia la tessera (tessera sanitaria per chi è iscritto al Servizio sanitario nazionale, altrimenti tesserino del codice fiscale) viene spedita al domicilio fiscale indicato nella richiesta, per questo l'indirizzo sul modello deve essere corretto; chi richiede il codice tramite consolato riceve il tesserino solo se lo chiede.
Fonti: MAECI – Codice fiscale; Agenzia delle Entrate – Mini guida al codice fiscale per stranieri (in numerose lingue: 18 a ottobre 2026).
I documenti
- Modello AA4/8 («Domanda di attribuzione codice fiscale, comunicazione variazione dati e richiesta tesserino/duplicato tessera sanitaria»), compilato e firmato.
- Un documento valido: passaporto (con visto, se richiesto), permesso di soggiorno, carta d'identità valida per l'espatrio, oppure un certificato d'identità rilasciato dalla rappresentanza diplomatica o consolare del Paese d'origine in Italia.
- Per chi delega qualcuno: procura speciale e documento del delegato.
Perché il codice calcolato può differire
Per chi è nato all'estero le differenze fra codice presunto e codice attribuito sono più frequenti che per gli altri: nomi traslitterati da alfabeti non latini, nomi composti registrati in ordini diversi, cognomi doppi, date di nascita convenzionali (1° gennaio) condivise da molte persone, che aumentano i casi di omocodia. Il codice valido è quello sul certificato di attribuzione: usa il calcolatore per prepararti, non come prova.
